Nella seconda parte dell'evoluzione storica dei giardini vediamo come i giardini si sono sviluppati anche nei periodi successivi fino ai giorni nostri.

Nella scorsa puntata abbiamo detto qualcosa sulle origini dei giardini, in questo seguito delineeremo come è andata avanti la loro storia fino alla forma odierna.

E l'Europa?

In Europa si comincia gradualmente a passare dall'arte greca alla realtà spirituale. Il giardino medievale è concepito piuttosto in modo economico e l'aspetto quindi non ha già più un ruolo così importante.

Tutto ciò che è solo per ornamento o piacere è in questo periodo peccaminoso.

I giardini sono collocati per lo più presso le case di campagna o nello spazio angusto delle costruzioni cittadine. Vi troveremmo ad esempio piante medicinali e simboliche, ortaggi, alberi da frutto, vaschette, gazebo e le tanto amate panchine d'erba.

Giardini monastici

Grazie alla Chiesa, che aveva un notevole influsso, si assiste al massimo sviluppo dei giardini monastici. Il compito di alcuni ordini era proprio il lavoro in questi giardini, più spesso vi si coltivavano erbe medicinali. I giardini monastici erano divisi in più unità funzionali e si estendevano al centro dei complessi monastici. Parte imprescindibile era il chiostro ovvero viridarium, in cui si coltivavano piante ornamentali, più spesso erano rose e gigli.

I giardini erano divisi in quattro da un sentiero e al centro era collocata una fontana o un pozzo. Un giardino a sé era più spesso l'orto, il giardino delle piante medicinali, inoltre il luppoleto, la vigna o il frutteto. La cultura romana del giardino si rifletteva così fino a un certo punto solo in questi giardini monastici.

Il passaggio al Rinascimento

Cambiamenti notevoli nell'arte dei giardini portò il Rinascimento, quando i motivi del cristianesimo sono scalzati da un approccio razionale all'arte e alla vita. Le superfici dei giardini borghesi si ampliano, la costruzione di castelli difficilmente accessibili è sostituita da palazzi con spaziosi giardini e parchi.

Si pone grande enfasi sull'aspetto artistico e sul collegamento tra giardino e palazzo. Se dovessimo citare alcuni elementi, bisogna menzionare la suddivisione geometrica regolare, le siepi, le aiuole con ornamenti o i labirinti e le siepi potati.

Barocco

Nel Barocco si cerca di collegare il giardino con il paesaggio, perciò si estendono in lontananza, finché gradualmente si fondono. È il periodo più importante dell'attività creativa nell'architettura dei giardini, qui si consolida l'impressione estetica.

Classicismo

I sentieri principali sono disposti a stella a otto punte, in Francia si creano i cosiddetti ponti panoramici.

Dalla fine del XVIII secolo la creazione dei giardini si allontana dagli elementi regolari e si passa alla natura libera.

L'arrivo del Romanticismo

Nei giardini si creano rovine artificiali, grotte o eremi. In Inghilterra si formano paesaggi agricoli, dove si trovano pascoli e sentieri con siepi.

Lo stile naturale inglese si diffonde in tutta Europa, da noi ne è un esempio il giardino del complesso di Lednice-Valtice.

Il nuovo stile Liberty

Si sviluppa a cavallo tra il XIX e il XX secolo in Europa e nel Nord America. Tipiche di questo periodo erano curve complesse e fluide, ornamenti o linearità e asimmetria. I giardini erano formati da grandi superfici erbose e d'acqua. Pergolati, mobili da giardino e insomma tutto l'arredo ha per lo più colore bianco.

Inizio del XXI secolo

Lo stile formale è sostituito piuttosto da naturalezza ed elementi della natura libera. Segno di questi giardini sono asimmetria e astrazione, inoltre sono completati da diversi elementi geometrici e curve delicate.

Si combinano sabbia con ciottoli, piante e piccoli specchi d'acqua. Gradualmente arriva il postmodernismo, in cui tutti cercano originalità e nuove direzioni.

Nel XXI secolo si usano molto elementi dello stile di giardino cinese e giapponese.

I giardini contemporanei dovrebbero essere un ambiente incantevole per il riposo, dove ci si senta bene e si rifletta la propria personalità. La fantasia non ha limiti.

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