I giardini furono dapprima utilizzati piuttosto per scopi economici. Più tardi però gli uomini, per il bisogno di un ambiente piacevole, cominciarono a piantare nei loro giardini anche fiori e alberi.
Antichità
Il primo giardino nell'antico Egitto risale al 4 000 a.C., nell'antichità i giardini erano considerati un segno di lusso e benessere. Il giardino era diviso in figure e parti regolari, di cui divenne parte anche un sistema di irrigazione, che riforniva le piantine di acqua fresca.
Per i giardini egizi era tipica una vasca, collocata al loro centro, la cui dimensione dipendeva dalla ricchezza del proprietario. Un'altra parte indispensabile era il viale alberato, che offriva riparo dal sole, le fontane e un grande muro, che circondava l'intero giardino.
Gli antichi Romani e Greci cominciarono poi a costruire parchi e giardini accessibili a tutti gli strati sociali. Parte dei giardini romani era l'atrio.
Giardini siriani e babilonesi
Secondo le leggende qui si trovava il mitico giardino dell'Eden, la cui fama è forse superata solo dai giardini pensili di Semiramide (di Babilonia), che videro la luce intorno al 600 prima di Cristo.
Poiché cominciarono a essere importate piante dai paesi occupati, qui nacquero i primi arboreti e orti botanici.
Giardini persiani - il paradiso perduto
In questi giardini troviamo soprattutto pioppi o cipressi, faceva parte anche l'animazione dei giardini sotto forma di uccelli: vi troveremmo ad esempio colombe, cigni, anatre e fagiani, mentre nelle vasche, che anch'esse non potevano mancare, nuotavano tranquillamente pesci colorati.
L'antica India si vantava, oltre che dei giardini, anche di frutteti, in cui si estendeva una vasca allungata che serviva per cerimonie e purificazione. Non mancavano nemmeno gazebo o ripari, dove le persone si riunivano e trascorrevano il tempo libero.
Cina
Compare qui il noto yin e yang, e l'armonia di questi due elementi è la base per il giardino cinese, concepito come nobile arte. Nel XV secolo nei giardini si costruiscono capanne e studi.
I Cinesi da sempre veneravano la naturalezza della natura.
Qui cominciarono a essere coltivate miniature di piante, i cosiddetti nanismi, che in seguito arrivarono in Giappone, da dove si diffusero in tutto il mondo.
Giappone
L'inizio del giardino giapponese risale al VI secolo, qui furono creati impegnativi palazzi d'acqua. Il XV secolo fu influenzato dalla setta buddhista Zen, che tornava alla natura. Fu limitata la varietà di colori, passano in primo piano sobrietà ed eleganza. Oltre alla modellatura di piante legnose in miniatura, i giardini giapponesi si dedicano alle pietre, che qui rappresentano le montagne.
In Giappone nacquero vari tipi di giardini:
- Da tè - per questo tipo di giardini la base è la casa da tè separata dal mondo circostante. Non devono mancare la lanterna di pietra, un piccolo specchio d'acqua e un sentiero lastricato, che è l'asse dell'intero giardino.
- Secchi - sono creati a scopi meditativi, gli elementi principali sono ciottoli, come rocce, e sabbia, come acqua.
- Di meditazione - si trovano presso i complessi monastici e ne fanno parte
- A parco - nacquero alla fine del XVI secolo, vi troviamo varie scenografie, si estendono su uno spazio piuttosto ampio
- Residenziali - questi giardini sono legati alla casa, che devono proteggere dagli influssi negativi, sono formati a forma di triangolo, che simboleggia cielo, terra e uomo, i suoi tre elementi principali sono acqua, piante e pietre. I giardini residenziali possono avere la seguente impostazione:
- hiraniwa - qui il giardino è concepito come un piano
- tsukiyama - qui troviamo colline artificiali e terreno ondulato, sfrutta efficacemente un piccolo spazio
L'attuale tendenza nella creazione dei giardini corrisponde proprio all'aspetto dei giardini giapponesi.
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