L'estragone è un'erba aromatica poco esigente che trova impiego nella miscela provenzale, per insaporire la carne e nella preparazione di cocktail.

Il dragoncello (lat. Artemisia dracunculus) è una nota erba aromatica da cucina conosciuta con il nome di estragone, che favorisce la digestione, stimola l'appetito e rinfresca l'alito. La patria originaria del dragoncello è l'Asia. Lo troviamo in un vasto territorio dall'Europa orientale, attraverso la Siberia fino alla Cina.

Il dragoncello è una delle erbe del giardino aromatico, ma possiamo coltivarlo anche in vaso sul balcone o sul davanzale della finestra della cucina. Esteticamente l'estragone fa bella figura nell'aiuola del giardino aromatico insieme alla lavanda e alla salvia.

Conosciamo 2 varietà principali di dragoncello:

  • Dragoncello francese è ampiamente utilizzato soprattutto in cucina grazie al suo aroma gradevole. È di colore verde scuro e di portamento più basso. Rispetto alla varietà orientale ha un sapore molto più intenso. È proprio questa varietà che utilizziamo più frequentemente in cucina.
  • Dragoncello russo è di colore verde chiaro ed è più vigoroso. A differenza del francese ha un aroma e un sapore più delicati. Non è però soggetto a malattie e parassiti ed è più facile da coltivare. In passato i persiani utilizzavano il dragoncello russo per grigliare la carne.

La coltivazione della varietà francese di dragoncello è più diffusa nel nostro paese, soprattutto per il suo sapore più intenso.

Il dragoncello nelle tradizioni e nei miti

Il dragoncello era conosciuto nell'antichità, veniva usato come rimedio nella lotta contro il drago e il serpente, da cui deriva il suo nome latino. Nel Medioevo il dragoncello era un'erba che veniva utilizzata contro la peste. Era usata anche come erba dei maghi, si diceva che fosse l'unione della forza del drago e del serpente. La mettevano negli incensieri, ma ne preparavano anche una pozione magica grazie alla quale i maghi avevano visioni. Esiste anche l'Artemisia vulgaris.

Secondo la leggenda il dragoncello nacque da due semi, uno di lino e uno di ravanello. Il dragoncello lo conosciamo anche con i nomi popolari di estragone, esdragon, Tarkan, Dragon, dragoncello serpentino o Paldan. Il nome latino del dragoncello deriva dalla parola dracunculus, che traduciamo come draghetto.

Coltivazione del dragoncello (estragone)

Il dragoncello (lat. Artemisia dracunculus) è una pianta perenne che raggiunge un'altezza da 60 cm a 1 m. Appartiene alla famiglia delle Asteracee (lat. Asteraceae). Predilige posizioni soleggiate, protette dal vento. Il terreno ideale per la coltivazione del dragoncello è umido, leggero sabbioso o sassoso con un contenuto sufficiente di calcio.

Coltiviamo il dragoncello dai semi, che posizioniamo in semenzaio già nel corso di marzo - aprile. Le giovani piantine di dragoncello le trasferiamo nell'aiuola a maggio con una spaziatura di 60x60cm. La piantina ha un fusto rotondo scanalato, sul quale crescono foglie verdi, strette, lunghe e lineari. Le foglie del dragoncello hanno sulla parte inferiore dei canali, attraverso i quali scorrono gli oli essenziali profumati. Questi hanno un sapore amaro e leggermente piccante. Il dragoncello fiorisce con piccoli fiori giallastri, successivamente rossastri, da agosto a ottobre. I suoi frutti sono acheni. Dopo ogni raccolta è opportuno concimare il terreno, zapparlo e sarchiarlo.

Prima della fioritura raccogliamo i germogli fogliari del dragoncello, che tagliamo circa 10cm sopra il terreno, ovvero tagliamo 2/3 della pianta, affinché il resto della piantina possa produrre nuovi germogli. I tagli dell'erba li essicchiamo in un luogo areato, non al sole, affinché mantenga il suo colore verde chiaro, l'aroma e il sapore tipici. Durante l'essiccazione artificiale è importante rispettare la temperatura massima di 35°C. Con un'essiccazione errata la miscela di dragoncello avrà un odore di muffa. La piantina fresca la mettiamo sott'olio o sotto aceto.

L'estragone parte delle erbe di Provenza

Le foglie del dragoncello le utilizziamo in cucina per insaporire piatti di verdure e legumi, pesce, insalate, ripieni, ma anche salse alla panna. È anche parte delle famose erbe di Provenza, insieme a rosmarino, basilico, timo, lavanda, maggiorana, santoreggia e origano.

Non bisogna dimenticare che se mescoliamo le foglie fresche con acqua e le congeliamo, possiamo utilizzare i cubetti di ghiaccio per preparare cocktail. Il dragoncello lo utilizziamo anche per conservare sottaceto cetrioli e cavoli. Il dragoncello lo classifichiamo insieme al cerfoglio e al prezzemolo tra le erbe decorative.

Il dragoncello è una spezia tipica della cucina turca e armena ed è un ingrediente amato della cucina francese.

Le foglie del dragoncello contengono vitamina A, C, iodio, sali minerali e olio essenziale composto da estragolo, fellandrene, tannini, sostanze amare e altre sostanze attive. Gli effetti del dragoncello sono antisettici e antispasmodici. Il tè preparato con le foglie del dragoncello agisce stimolando l'appetito, migliorando la digestione complessivamente e rafforzando il sistema immunitario. Viene utilizzato anche nella calcificazione delle arterie e nella sclerosi multipla. Le radici dell'estragone agiscono contro il mal di denti.

Il tè fresco è però una forma di utilizzo molto più piacevole che masticare le radici :)

Il dragoncello è una spezia culinaria, ma anche un'erba medicinale. Lo coltiviamo dai semi in vaso o nei giardini di erbe aromatiche. Questa erba profumata e decorativa ama molto il sole, terreni sassosi o sabbiosi. Fiorisce con fiori rossastri da agosto a ottobre. Ha un utilizzo versatile e un'influenza benefica sull'organismo umano...

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